
IL COMUNE DI ROMA HA PREFERITO UNA SOCIETÀ CON 2 DIPENDENTI RETTA DA UN INDAGATO PER FATTURAZIONE DI OPERAZIONI INESISTENTI, MANCATA PRESENTAZIONE DENUNCIA REDDITI E PRESUNTA EVASIONE IVA E IMPOSTE
Oggi, 1 ottobre 2024, per la prima volta dopo 49 anni, quelle che erano le maestranze, riunitesi nel CSA nell’anno 2000, su espresso invito dell’amministrazione, sono fuori dal centro carni di Roma.
Da oggi ci sarà impedito di svolgere il servizio pubblico, di cui siamo i massimi esperti, perché si è scelto di affidare, con modalità ancora da verificare, il servizio pubblico ad una società privata.
L’assessora Lucarelli ha definito questa società come affidabile e, al contempo, ha accusato il CSA di aver posto in essere gravi inadempienze, senza, naturalmente, specificare e documentare a cosa si stesse riferendo!
La società affidataria del servizio è talmente affidabile che il suo rappresentante legale, nonché socio, risulta attualmente indagato, quale amministratore di fatto di altra società, dalla Procura di Benevento per: emissione di fatture per operazioni ritenute inesistenti, mancata presentazione di dichiarazione dei redditi, presunta evasione dell’Iva e delle imposte sui redditi!
A questo punto viene spontaneo chiedersi se questa affidabilissima società è in possesso dei requisiti necessari richiesti dall’amministrazione e cioè: certificazioni/attestati previsti da Regolamento 852/2004 e 1/2005 e i Certificati di idoneità previsti da Regolamento 1099/2009 (certificazioni sanitarie);
Certificazione attestante la formazione e gli aggiornamenti in capo ai lavoratori, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 37, comma 2 del Decreto legislativo n.81 del 2008 e successive modifiche e integrazioni.
Considerato altresì che tale società affidataria risulta, come da visura camerale, avere soli 2 dipendenti, ci si chiede come potrà garantire la presenza di 27 lavoratori previsti per il servizio di macellazione?
Ci si pone il dubbio che si potrà utilizzare lo strumento della cosiddetta interposizione di manodopera, condotta espressamente vietata dalla legge.